sabato 28 maggio 2011

Il Palermo non lo sa...

Un anno fa. Era appena un anno fa. Tutti ancora impegnati a festeggiare il sogno, il sogno di una vita: l'Inter, pochi giorni prima, era salita per la terza volta sul tetto d'Europa. Erano giorni misti di gioia ed incredulità, felicità e stupore. Avevamo vinto tutto, un evento impensabile ai più, una cosa possibile solo ad una squadra che oltrepassa il confine della storia per scrivere il proprio nome a caratteri cubitali nella leggenda. L'Inter del Mago HH e di Moratti senior, finalmente, non sembrava più così lontana come i nostri genitori ci hanno per anni fatto credere... Ci ritroviamo qui, un anno dopo, da Campioni del Mondo. Una stagione assolutamente tutt'altro che da buttare: non è da tutti vincere la Supercoppa Italiana, il Mondiale per Club ed arrivare secondi in Campionato in un'annata così difficile contrassegnata da impegni ed infortuni a valanga. Pesa come un macigno l'eliminazione dalla Champions patita contro una squadra che era in Europa per sbaglio, guardiamo però i lati positivi e non dimentichiamo che domani ci aspetta un'altra finale: l'ennesima, in una competizione che con il passare degli anni sta ritrovando il blasone che merita e che forse nessuno vorrebbe dargli (basterebbe assegnare alla vincitrice della Coppa Italia un posto in Champions). E' una competizione che conta, per molti motivi. Non è più la coppa delle riserve e potrebbe essere un tratto d'unione fra i vecchi successi e le vittorie che verranno. Facciamone tesoro. Di fronte avremo una squadra motivata. I tifosi rosanero della nostra età sono alla loro prima finale... Non sarà facile come molti pensano: Delio Rossi è un buon allenatore ed un grande motivatore, alcuni dei suoi uomini non ci saranno per squalifica ma può contare su un tasso tecnico da far invidia a molti nel nostro campionato. Peccano però d'esperienza, questo sì. A distanza di un anno però, non si possono dimenticare le parole che Samuel Eto'o pronunciò ai compagni nello spogliatoio del Bernabeu, il nostro stadio dei sogni. "La finale va vinta, non giocata..." E noi, quella finale, l'abbiamo dominata, come tutte le finali che quella finale precedettero. Non abbiamo potuto dimenticarlo. Dobbiamo farne tesoro, dobbiamo entrare in campo, tutti, i ragazzi e i tifosi, con lo spirito del leone che vuole azzannare la preda, con la forza di volontà che distingue il cannibalismo di una squadra che negli ultimi anni ha portato a casa ogni tipo di trofeo possibile da una squadra che, in realtà, è alla sua prima finale. Il Palermo non lo sa. Il Palermo non sa che le finali si vincono. Il Palermo dà tutto nelle singole partite, è abituato a lottare per sopravvivere, giorno per giorno, ma nulla ci impedisce di credere e sperare che non essendo abituati a reggere così tanti impegni abbiano fatto male i calcoli, siano arrivati stanchi al loro appuntamento decisivo oppure che gli tremino le gambe. Le finali si vincono. il Palermo questo non lo sa.

Luca Fattore

1 commento:

  1. L'entusiasmo è la loro arma. L'esperienza e la classe le nostre. Ready ti go! forza ragazzi! altro giro, altra trasferta... sempre e comunque con te! TI AMO.

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